Toscana, ripartiti i fondi per le persone con disabilità gravissime

La Regione Toscana ha provveduto a ripartire alle Società della Salute e alle Zone Distretto la parte del Fondo nazionale per le non autosufficienze (FNA) del 2018 destinata alle persone con disabilità gravissime, per una somma complessiva che supera il 12 milioni di euro. Lo stesso atto ridefinisce le “Linee di indirizzo per l’utilizzo delle risorse del Fondo per le non autosufficienze destinato alle disabilità gravissime”.

Con la Delibera della Giunta Regionale 1289 del 21 ottobre 2019, la Regione Toscana ha provveduto a ripartire alle Società della Salute (SdS) e alle Zone Distretto la parte del Fondo nazionale per le non autosufficienze (FNA) del 2018 destinata alle persone con disabilità gravissime. Oltre al riparto della somma complessiva di 12.631.037 euro (contenuta nell’Allegato B), la stessa Delibera contiene anche le “Linee di indirizzo per l’utilizzo delle risorse del Fondo per le non autosufficienze destinato alle disabilità gravissime” (contenute nell’Allegato A), nelle quali, tra le altre cose, sono incluse la definizione di “disabilità gravissima”, e l’individuazione della tipologia di interventi coperti dal Fondo in questione.

Con il DPCM del 12 dicembre 2018 di riparto del FNA 2018 era stata assegnata alla Regione Toscana la somma di 31.393.440 euro, stabilendo che le Regioni dovessero utilizzare in maniera esclusiva, una quota non inferiore al 50% delle risorse loro assegnate, per interventi a favore di persone in condizione di disabilità gravissima, ivi inclusi quelli a sostegno delle persone affette da sclerosi laterale amiotrofica (SLA), per la Toscana una somma pari a 15.696.720 euro. Poiché però, con la Delibera n. 396 del 25 marzo 2019, la Giunta Regionale Toscana ha già provveduto a stanziare la somma di 3.539.532 euro al fine di assicurare, per l’intero anno 2019, la prosecuzione degli interventi già avviati e da avviare in relazione al sostegno all’assistenza domiciliare nei confronti delle persone interessate da SLA (si veda l’approfondimento), ecco che la Delibera di ottobre provvede al riparto delle risorse residue (12.631.037 euro).

Come vengono individuate le persone con disabilità gravissima? Facendo riferimento al Decreto Ministeriale del 26 settembre 2016 “Fondo per le non autosufficienze anno 2016”, il quale stabilisce che, ai fini dell’individuazione dei beneficiari del FNA, per persone in condizione di disabilità gravissima si intendono le persone beneficiarie dell’indennità di accompagnamento, o comunque definite non autosufficienti secondo i punteggi attribuiti dalle scale di misurazione espressamente indicate nelle Linee di indirizzo (Allegato A). Semplificando, vi rientrano persone che presentino almeno una delle seguenti condizioni: persone in condizione di coma, Stato Vegetativo (SV) oppure di Stato di Minima Coscienza; persone dipendenti da ventilazione meccanica assistita o non invasiva continuativa; persone con grave o gravissimo stato di demenza; persone con lesioni spinali fra C0/C5; persone con gravissima compromissione motoria da patologia neurologica o muscolare; persone con deprivazione sensoriale complessa intesa come compresenza di minorazione visiva totale e ipoacusia; persone con gravissima disabilità comportamentale dello spettro autistico; persone con diagnosi di Ritardo Mentale Grave o Profondo; ogni altra persona in condizione di dipendenza vitale che necessiti di assistenza continuativa e monitoraggio nelle 24 ore, sette giorni su sette, per bisogni complessi derivanti dalle gravi condizioni psicofisiche. Per ciascuna delle situazioni descritte, lo ribadiamo, sono illustrate le rispettive scale per la valutazione.

Il ruolo centrale della presa in carico della persona con disabilità gravissima è assunto dalle equipe valutative multidisciplinari delle Zone Distretto/SdS, integrate dalle figure professionali (medici specialisti) competenti per patologia nei singoli casi. A queste spetta il compito di definire il Progetto Assistenziale Personalizzato (PAP). Pertanto, per accedere ai servizi, è necessario rivolgersi alla Zona-Distretto o Società della Salute di residenza,

Tutti gli interventi sono finalizzati a favorire la permanenza della persona con disabilità gravissima al proprio domicilio, e possono consistere in un contributo economico mensile o bimestrale finalizzato all’assunzione di un assistente personale (gli importi possono variare da un minimo di 700 a un massimo di 1.000 euro); nell’assistenza domiciliare diretta, in termini di ore di assistenza alla persona e supporto alla famiglia; in ricoveri di sollievo in strutture sociosanitarie, nella misura in cui gli stessi siano effettivamente complementari al percorso domiciliare. Le prestazioni e i servizi non sono sostitutivi o compensativi, ma aggiuntivi e complementari a quelle sanitari.

In merito al contributo economico va evidenziato che esso non è compatibile con altri contributi economici erogati con le medesime finalità di sostegno alla permanenza al domicilio della persona con disabilità gravissima. In caso di ricovero della persona in una struttura sanitaria o sociosanitaria, l’erogazione del contributo è sospesa. Può essere fatta eccezione per ricoveri di breve periodo (comunque non superiori a 60 giorni). La quantificazione del fabbisogno di assistenza personale e la relativa modulazione del contributo economico è oggetto di confronto fra l’interessato, o il suo nucleo familiare, e l’equipe valutativa multidisciplinare, cui spetta comunque la valutazione finale per l’erogazione del contributo. Inoltre è indicato come soglia di reddito per l’ammissibilità al contributo economico un valore dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) per le prestazioni agevolate di natura socio-sanitaria non superiore a 60.000 euro.

Il contributo economico è da intendersi nei termini di assegno di cura quando finalizzato a sostenere le funzioni assistenziali dei genitori che si assumono in proprio l’onere dell’assistenza alla persona di minore età con disabilita gravissima. (Simona Lancioni)

 

Riferimenti giuridici:

Delibera della Giunta Regionale Toscana del 21 ottobre 2019, n. 1289, “Fondo nazionale per le non autosufficienze – annualità 2018. Assegnazione risorse destinate alle disabilità gravissime. Modifica allegato A alla DGR 664/2017”. Allegato A (Linee di indirizzo per l’utilizzo delle risorse del Fondo per le non autosufficienze destinato alle disabilità gravissime), Allegato B (riparto risorse).

Delibera della Giunta Regionale Toscana del 25 marzo 2019, n. 396, “Fondo nazionale per le Non Autosufficienze: interventi per il sostegno della funzione assistenziale domiciliare per le persone affette da SLA – annualità 2019”. Allegato A (riparto fondo).

Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 12 dicembre 2018, “Riparto del fondo per le non autosufficienze per l’anno 2018”. Il testo contiene in allegato la tabella di riparto.

Decreto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 26 settembre 2016, “Riparto delle risorse finanziarie del Fondo nazionale per le non autosufficienze, per l’anno 2016.” Allegato 1 (Scale per la valutazione della condizione di disabilità gravissima), Allegato 2 (Altre persone in condizione di dipendenza vitale).

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